Azienda Agricola Ortigiani

Bedonia

Federico Rolleri, agricoltore custode che si occupa del recupero della patata Quarantina bianca nel comune di Bedonia.
    Aggiunto il 30/03/2018 | fonte www.rural.it

La patata Quarantina è la patata tipica della montagna tra le province di Parma (val Taro e val Ceno), La Spezia, Genova e Piacenza. Le patate arrivarono dall’America Latina in Europa, più precisamente in Spagna, verso la fine del Cinquecento e in Italia fu la Liguria a iniziarne la coltivazione nel Settecento, come sostituto del pane in aree a carenza di cereali. La zona ideale di coltivazione si colloca sui 300 metri, in terreni sabbiosi, ma si adatta a tutti i climi. Perché si chiama Quarantina? “Per la sua maturazione abbastanza veloce, una quarantina di giorni – spiega Federico Rolleri, agricoltore custode che si occupa del recupero di questo tubero nell’Appennino Parmense -, anche se in realtà non è proprio così. Viene piantata tra maggio e giugno e si raccoglie a settembre, ha bisogno di rimanere in terra fino alle prime piogge di settembre in modo che crei una buccia che ne permetta la conservazione anche in inverno. Ha mantenuto le caratteristiche delle patate che arrivavano dal sud America, non è stata addomesticata, e ha una forma abbastanza difficoltosa, irregolare ma dal gusto delicato e inimitabile.” Tendenzialmente tondeggiante o tondo-ovale, buccia chiara, giallina, lievemente rugosa, con occhi profondi e rosa; la pasta bianca, con tessitura fine e compatta. Decisamente versatile in cucina, è particolarmente adatta per la preparazione degli gnocchi e la cottura in forno.

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Premio Economia Verde, 3a edizione: Ortigiani, azienda vincitrice nella categoria "agricoltura"
    Aggiunto il 29/03/2018

Legambiente Emilia-Romagna organizza ogni anno il Premio Economia Verde Emilia-Romagna da conferire alle migliori iniziative imprenditoriali della regione che portino a consistenti miglioramenti ambientali. Ortigiani è l'azienda agricola di Bedonia (PR) premiata per la valorizzazione del territorio montano attraverso il ripristino di coltivazioni tipiche e dimenticate e la promozione culturale e turistica. L'azienda è attiva nel campo della micro-agricoltura: in collaborazione con il Distretto di Economia Solidale del territorio parmense, si occupa di produzione di ortaggi e frutti antichi, e allevamento di specie in via di estinzione.

Leggenda sulle patate di Selvola.
    Aggiunto il 29/03/2018 | fonte www.cenoce.it

Le patate di Selvola di Drusco sono tutt’ora apprezzate per la bontà e i contadini ricercati per l’abilità che hanno nel maneggiare la zappa e per l’amore che portano ai polposi tuberi più che ai fiori. Le patate di Selvola di Drusco si prestano ad essere cucinate in novantanove maniere, come attestano i più recenti e accreditati manuali di culinaria. Però, chi volesse gustare la genuina torta di patate deve andare a Drusco ove si cucina ancora con la stessa ricetta con la quale la confezionavano i cuochi della corte del Re di Francia, Luigi decimo sesto, il quale godeva un mondo a fare, di quando in quando, una bella scorpacciata di torta e a vedere illustri convitati leccarsi le dita.

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