Ex Terra, quando investire nella terra e nella biodiversità dà i suoi frutti
    Aggiunto il 20/01/2018 | fonte www.inorto.org

Il concetto è: scegliamo le giuste varietà e avremo una nuova agricoltura, più sana, naturale e produttiva i cui frutti saranno più nutrienti e gustosi. Ex Terra ha costruito su questo pensiero il suo business, perché essendo una società benefit, oltre a perseguire attività etico-sociali, può anche produrre profitto proponendosi come società di consulenza. “Globalizzare i prodotti della terra, significa distruggere un patrimonio colturale e culturale inestimabile – continua Angelo – sfruttare invece le peculiarità, le tradizioni, i sapori specifici di una determinata regione, significa custodire e prendersi cura dei luoghi meravigliosi in cui viviamo”. Ex Terra recupera terre abbandonate e le riadatta a scopi sociali, realizza corsi di formazione ed eventi su tematiche inerenti alla biodiversità, ma soprattutto fa un lavoro di studio e sperimentazione, coltivando il maggior numero ortaggi possibili, per capire quali hanno una maggiore resa in termini di produzione e gusto, quali sono le migliori tecniche di coltivazione per ciascuno e quali sono più indicati ad un’eventuale trasformazione industriale. In pratica si sta costruendo un grandissimo know-how che scambia e confronta con le Università e lo mette a disposizione di chi è interessato.

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La società Ex-Terra consegna a BiodiverSO i semi delle varietà in conservazione
    Aggiunto il 20/01/2018 | fonte biodiversitapuglia.it

Gli ecotipi agrari di pomodoro regina ‘a scràsc’, rosso e giallo, sono così definiti poiché nel dialetto di Ceglie Messapica il termine ‘a scràsc’ significa ‘rovi’, e quindi richiama il portamento della pianta simile a quello ‘arbustivo’ dei rovi. Il seme è stato originariamente recuperato da un contadino di Ceglie che a quanto pare era rimasto l’ultimo ‘custode’ delle due tipologie di pomodoro ‘a scràsc’, che coltivava in terreni diversi e/o in annate alterne per evitare i possibili incroci tra i due ecotipi. Le piante hanno un accrescimento di tipo semi-determinato, con portamento prostrato e tendenza ad essere rifiorenti e quindi a produrre più palchi fiorali. Rispetto al classico pomodoro ‘Regina’, le piante sarebbero più resistenti alle avversità e più produttive in condizioni pedoclimatiche ‘difficili’, nonché particolarmente adatte alla coltura ‘in asciutta’.

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Ex Terra: agricoltura e bene comune in una società benefit
    Aggiunto il 20/01/2018

Con Valerio Tanzarella e Angelo Giordano, dopo aver parlato delle possibilità e delle criticità della decrescita felice e di Civiltà Contadina in Puglia, abbiamo conosciuto la loro società benefit ExTerra nata per sensibilizzare, formare, informare su agricoltura, alimentazione e sostenibilità.

Due ragazzi stanno creando un archivio di semi antichi per combattere le multinazionali
    Aggiunto il 02/01/2018 | fonte munchies.vice.com

Angelo e Valerio sono due quasi quarantenni, con cultura universitaria ed esperienze in grandi aziende, ma con lo spirito battagliero di Toro Seduto e Che Guevara. Sono due Jedi delle coltivazioni e delle sementi naturali. Quello che praticano è disobbedienza civile, coltivando e promuovendo i semi della disobbedienza. “Prima di tutto cerchiamo di immortalare e riprodurre la biodiversità di un tempo, ma anche di incentivare le scoperte scientifiche e nutraceutiche di alcuni vegetali. La 'nutraceutica' è un neologismo sincratico da "nutrizione" e "farmaceutica", coniato dal Dr. Stephen DeFelice nel 1989. Nel particolare i nutraceutici sono quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute. Quindi curarsi, mangiando frutta e verdura sane”. Quello che i due Indiana Jones dei vegetali raccontano ha dell'incredibile: “Alcuni pomodori hanno dei principi nutritivi 200 volte rispetto ad altre varietà. Magari a quelle 7 varietà che troviamo sempre e immancabilmente nei supermercati italiani, che hanno tutti la stessa forma, lo stesso non sapore e la medesima inefficacia nel nutrire chi li mangia”. Monsanto e Bayer hanno appena fatto la fusione, per poter unire il seme al farmaco per farlo crescere; Syngenta è invece appena stata acquistata dal colosso cinese ChemChina, con una misera operazione da 44 miliardi di dollari. Tutto questo sbattimento economico per potersi definitivamente affermare nell'egemonia delle sementi mondiali. Brividi. Al contrario, Valerio e Angelo dal 2012 hanno oltre 7000 varietà diverse, tra cui “solo” 1200 tipologie di pomodori (ricordiamo il raffronto umiliante con le multinazionali, che al supermercato forniscono solamente 13-14 specie ibride). Le loro passate di pomodori dai colori rosso, nero e giallo funzionano sul mercato perché hanno una filiera chiusa, non c'è nessuna trafila con l'industria robotica. I ragazzi hanno un atteggiamento di studio ben analitico, quasi tailor made sulle singole varietà.

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L'orto dei miracoli, dove rinascono i semi perduti
    Aggiunto il 02/01/2018 | fonte un-poco-di-buono-bari.blogautore.repubblica.it

Il lusso di una quotidianità naïf è per entrambi frutto di una ricerca condotta con rigore scientifico, quella che gli ha consentito di allevare un campo-collezione senza doppi, che conta qualcosa come 11 varietà di cime di rapa, 14 fra fava, mezzafava e favino, una ventina di fagioli, sei tipi di taccole, e poi enne zucche, melanzane e qualcosa come 54 varietà di pomodori. Ortaggi introvabili al supermercato, coltivati totalmente al netto di diserbanti e chimica in un ettaro e mezzo di terra sulla provinciale per San Michele Salentino. Fra questi il Mexico midget, il pomodoro che contende il primato del più piccolo del mondo allo Spoon, o la Cardiospermum halicacabum, la saponifera dal seme a forma di cuore, potente anticortisonico dalle proprietà antiallergiche e antinfiammatorie pacificamente riconosciute dalla comunità medica. Quasi tutti vietati alla commercializzazione. “Le varietà in vendita sono registrate, ibridi in mano alle multinazionali che per sopravvivere hanno bisogno di concimi e di antiparassitari”, spiega la coppia di under-forty che si approvvigiona da siti internet specializzati, altri amatori, contatti social e soprattutto anziani contadini che custodiscono gelosamente le loro sementi. “A noi li danno senza sforzo, si fidano”, ammettono con una punta d’orgoglio, e si capisce “come si è fidato Pietro Perrino, docente agronomo dell’Università di Bari ex direttore della Banca del seme, un tempo la nona nel mondo e la seconda in Europa per quantità e varietà custodite, in particolare le varietà dei grani”.

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