Cooperativa Agricola Karadrà

Cutrofiano

Karadrà: "Tutti a casa per salvare un pomodoro"
    Aggiunto il 23/10/2017 | fonte un-poco-di-buono-bari.blogautore.repubblica.it

Dagli anziani non hanno preso solo le sementi messe a dimora nelle terre incolte da circa vent’anni (l’incuria è il terreno di coltura ideale per parassiti come la xylella, dicono gli agronomi) ma anche le conoscenze agricole e persino il filo che tiene insieme le ramasole. “Il filo ce lo hanno regalato le tabacchine – racconta Tiziana Resta, 33 anni –, avanzi di bobine che prendevano in consegna dallo Stato per legare le foglie di tabacco da seccare, ai tempi in cui qui si produceva per il monopolio”. Un passaggio di consegne documentato attraverso le immagini di Enrica Chezzi, 39 anni, la fotografa del gruppo. Contadine tutte a tempo pieno, che insieme al resto dell’associazione hanno scelto la strada della coltivazione in aridocoltura che vuol dire fare a meno dell’irrigazione e adattarsi a un clima di piogge rade, sfruttando anche la brina notturna. E organizzando il lavoro dando fondo alla vocazione e alle possibilità di ognuno.

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Karadrà: aridocoltura, biodiversità, sviluppo locale e talento creativo
    Aggiunto il 07/02/2017 | fonte scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com

Il basso Salento è una terra fatta di muretti a secco, canali asciutti, ulivi e mandorli solitari. Questa osservazione sulla struttura linguistica e narrativa del paesaggio ha alimentato la nostra idea di agricoltura. Un’agricoltura compatibile e sostenibile con le risorse locali: l’aridocoltura. Da qui il nostro impegno nel recupero delle biodiversità locali. La nostra icona, non a caso, è il pomodoro da Serbo che speriamo presto di poter definire di “Aradeo” (la comunità a cui apparteniamo) per questo lavoriamo da un anno al progetto di censimento e riconoscimento per il registro regionale dei Prodotti Tipici della Puglia.

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Karadrà: l’aridocultura che rilancia il Salento e unisce generazioni
    Aggiunto il 07/02/2017 | fonte www.italiachecambia.org

“Il distacco dalla vita contadina, ha fatto odiare la terra a chi la lavorava e gli agricoltori se ne sono andati facendo studiare i figli perché si allontanassero dalla loro vita”, ci racconta Roberta Bruno, una dei nove attivisti che stanno investendo anima e corpo nel progetto Karadrà, ma le nuove generazioni hanno saputo riconoscere il valore del loro territorio d’origine e sono determinate a mostrarlo a tutti.

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Karadrà
    Aggiunto il 07/02/2017 | fonte www.salentokm0.com

Il pomodoro Ponderosa è stato selezionato nel corso dei secoli per resistere alla scarsità d’acqua del Salento, ed è così che alla coltura si affianca la coerenza delle tecniche produttive: Karadrà coltiva in aridocoltura, fornendo in questo modo un servizio ambientale aggiuntivo non da poco nello scenario moderno di forsennato sperpero delle risorse idriche e naturali.

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