Ruralopoli

Rezzato

Rezzato (Bs): Costruendo Ruralopoli. Progetto di agricoltura e comunità
    Aggiunto il 09/03/2021 | fonte www.infosostenibile.it

Dopo la rigenerazione dei terreni, si passa alla costruzione della rete. Obiettivo: «portare in città il meglio della campagna» Agricoltura evolutiva, energia pulita collettiva e la possibilità di offrire al contesto urbano una risposta ecologica e alternativa alle necessità di sempre più persone: a Rezzato (BS) è partito “Costruendo Ruralopoli”, che porterà alla nascita di Ruralopoli, la prima CSA - cioè una comunità di supporto all'agricoltura - della provincia di Brescia. Nato dall'idea del giovane Cristian Benaglio per convertire i terreni di famiglia in un vero e proprio progetto di condivisione e comunità, Costruendo Ruralopoli è un percorso che, coinvolgendo attori diversi ma ugualmente attivi sul territorio, si inserisce all'interno della volontà di recuperare quelle aree periurbane che, a cavallo tra la campagna e la città, sono state negli anni trascurate, abbandonate o impoverite da sistemi di agricoltura tradizionale. Una strada lenta ma proficua, che ha messo in rete diversi agricoltori bresciani, cittadini e una serie di realtà interessate al tema – come Slow Food, i GAS del territorio, le Acli provinciali – con un obiettivo comune: costruire insieme un'alternativa valida a partire dal campo.

continua

Ruralive da D a D, dalla Dieta Alimentare al Diario di Campagna
    Aggiunto il 08/03/2021 | fonte ruralopoli.it

Giordano Stella, ricercatore ed esperto in Pianificazione alimentare, evidenzia l’importanza della Comunità nel progetto Ruralopoli. Nel corso dell’intervista Giordano Stella afferma che: “Per un progetto come quello che volete fare di CSA è fondamentale partire dalla comunità. Si chiama Community Supported Agriculture, Community è il centro del progetto. Bisognerà fare degli incontri e cercare di capire quali sono le abitudini alimentari, perché poi il modello a cui ho lavorato riguarda delle diete medie per gli italiani medi. Le persone con cui avete che fare avranno dei loro stili di vita alimentari quindi magari da un lato si potrà utilizzare un supporto teorico che ci aiuta a capire qual è la dieta media equilibrata. Dall’altro capire quello che effettivamente le persone consumano nella vita di tutti i giorni è fondamentale per strutturare effettivamente la filiera; quindi sicuramente è fondamentale partire dalla comunità perché solo attraverso questa riuscirete in qualche modo a decidere anche la struttura e i percorsi interni della CSA.“

continua

Analisi di flussi alimentari
    Aggiunto il 08/03/2021 | fonte ruralopoli.it

Il concetto di foodshed “bacino alimentare” richiama quello del bacino idrografico: entrambi comprendono l’idea del flusso di una sostanza dalla sua origine alla sua destinazione. L’analisi di foodshed descrive da dove arriva il cibo e come si muove per arrivare sulle nostre tavole. Conoscere il nostro “foodshed” può servire quindi per valutare la sostenibilità del sistema alimentare dell’area in cui viviamo; visualizzando il foodshed come un network di flussi, come fiumi di cibo verso di noi, possiamo comprendere il nostro posto all’interno del network: il flusso inizia dove gli alimenti vengono coltivati e finisce sulle nostre tavole, e dovrebbe includere anche il recupero degli scarti.

continua

Diventa socio sovventore
    Aggiunto il 08/03/2021 | fonte ruralopoli.it

Avendo come obbiettivo l’accompagnamento della comunità bresciana nella formazione della CSA di Ruralopoli è interessante seguire cosa stanno facendo i nostri fratelli maggiori di Arvaia. Come sapete questa è la realtà più significativa in Italia. In qualche maniera sta facendo scuola a tutti da un lato affrontando in modo strutturale i temi che incontrano le CSA ma dall’altro perché hanno reso trasparente il loro processo interno dando molto spazio alla comunicazione. Avere soldi da altri implica sempre alcune considerazioni importanti. La prima è legata alla credibilità. Se lo siamo probabilmente tutti, incluse le banche, si “strapperanno le vesti” per prestarceli visto che li restituiremo sicuramente. In questo caso l’unica scelta che dovremo fare è prenderli a prestito da chi ci fa le condizioni più vantaggiose. Con quei soldi che otterremo, pagheremo il fornitore e la quota di spesa che andrà a carico della gestione caratteristica, il conto economico dell’anno, sarà pari alla rata che ci siamo impegnati a restituire. Attenzione la rata includerà sia il conto capitale che gli interessi, proprio come il mutuo di una casa. In questo caso Arvaia ha scelto una terza strada molto interessante: quella del socio sovventore. E’ un socio che non mette dei soldi per ricevere una cassetta come quello abituale di una CSA, quindi non un socio che anticipa qualcosa per avere nell’anno quanto gli spetta, ma qualcuno che mette dei soldi in Arvaia e li lascia lì per fare qualcosa che la cooperativa decide di fare. Ma leggiamo cosa ne dicono nel loro regolamento.

continua

Arvaia – Bilancio Previsionale 2019
    Aggiunto il 08/03/2021 | fonte ruralopoli.it

Avendo come obbiettivo l’accompagnamento della comunità bresciana nella formazione della CSA di Ruralopoli è interessante seguire cosa stanno facendo i nostri fratelli maggiori di Arvaia. Come sapete questa è la realtà più significativa in Italia. In qualche maniera sta facendo scuola a tutti da un lato affrontando in modo strutturale i temi che incontrano le CSA ma dall’altro perché hanno reso trasparente il loro processo interno dando molto spazio alla comunicazione. E’ grazie a questa modalità di operare che tutti possiamo conoscere quanto avvenuto durante la loro assemblea dei soci, dove hanno presentato il bilancio previsionale 2019.

continua

Un Piano di Comunicazione per Ruralopoli?
    Aggiunto il 08/03/2021 | fonte ciboprossimo.org

Abbiamo chiamato Piano di Comunicazione per il progetto Costruendo Ruralopoli, evocando gli strumenti del Marketing, una prova sul campo di quello che stiamo analizzando in questi giorni noi di Ciboprossimo assieme alla Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile, Angelo Sofo di Orto di Cesate, a Alessandra Iero e CilentoLab. Stiamo occupandoci delle Comunità di Pratica, e quello che stiamo chiamando Piano di Comunicazione è in realtà il processo che vogliamo attivare per creare una specifica Comunità di Pratica che, come vediamo in questa immagine, è composta da un Dominio, una Pratica e una Comunità. Cercheremo dunque di istituire una Pratica con la quale: come indicativo presente del verbo praticare, faremo riferimento a qualcosa di attivo, a quello che devono fare un gruppo di persone; come sostantivo faremo riferimento agli strumenti da usare per fare, evocando la pratica cartacea, il modulo da compilare di una volta. Il Dominio del problema è l’oggetto del quale dobbiamo trasferire la conoscenza. La parola Comunità fa riferimento contemporaneamente sia all’insieme delle persone che potenzialmente pensiamo ne possano far parte, incluso chiaramente noi stessi, sia a quelle che, alla fine del processo, ne faranno parte dato che, adottando la stessa pratica, condivideranno lo stesso dominio del problema. Quindi, quello che impropriamente stiamo definendo come Piano di Comunicazione, sono le azioni che ci permetteranno di costruire una comunità che arrivi a conoscere e a definire la stessa interpretazione della realtà attraverso una pratica condivisa.

continua

I contenuti sono stati prodotti o segnalati da chi conosce bene questa azienda; li abbiamo condivisi sulla nostra pagina Facebook e raccolti qui, con una breve descrizione che rimanda alla fonte per valorizzare il lavoro di tutti. Partecipa anche tu.