Azienda Agricola I Pascoli di Amaltea

Mombarcaro

Azienda agricola Amaltea, una chicca nell’Alta Langa
    Aggiunto il 16/02/2018 | fonte www.vivereperraccontarla.com

La loro è un’agricoltura pulita, in armonia con la terra. Arianna ed Alessandro tengono moltissimo all’aspetto “bio” della loro fattoria, mossi da un profondo rispetto per la natura e per gli animali che allevano. Il loro desiderio è quello di restare una piccola realtà, seppur viva e funzionale, continuando a seguire le varie attività in prima persona. Oggi allevano 60 pecore e hanno il loro caseificio, nel quale producono diversi formaggi, tra cui la tuma di pecora delle Langhe, presidio Slow Food. Le pecore vivono al pascolo nei prati intorno alla cascina (sono circa 20 ettari) per la maggior parte dell’anno, quando si scioglie la neve, dalla primavera all’autunno. In inverno invece sono ospitate nella stalla e nutrite con il fieno prodotto in fattoria. Tutto l’anno mangiano cereali e legumi certificati biologici e dunque OGM free. Arianna e Alessandro non somministrano insilati, nè ormoni o integratori di alcun tipo, mentre per curare gli animali prediligono l’omeopatia. Da dicembre a marzo nascono gli agnelli, che vivono con le madri fino allo svezzamento, nutriti solo con il latte materno. Per la produzione del formaggio non aggiungono fermenti industriali o altri additivi ed utilizzano solo latte crudo, caglio e sale.

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Tuma di Langa e propensione alla bellezza… Alessandro Boasso e Arianna Marengo
    Aggiunto il 16/02/2018 | fonte ilsaperedeisapori.it

Alessandro, dopo aver lavorato in alcuni vigneti a La Morra, ha deciso che il ritorno alla terra aveva quel certo nonsochè di programmatico, ha provato ad ammodernare una cascina con del terreno, ha cominciato ad allevare la pecora di Langa, ha imparato a fare il formaggio da Claudio Adami, uno dei guru (!?) del Murazzano, ha portato avanti dei progetti paralleli di recupero della patata e ha portato fuori tutte le contraddizioni che solo la vita rurale può indurre nelle relazioni. Arianna ha la cultura del cibo, ha lavorato per Slow Food, ha viaggiato in mezzo ai produttori, è stata tra i fondatori della CasaRotta, una cascina/comune eco-friendly, dove comunicare, sollazzarsi, coltivare, abitare, condividere, a metà strada tra la realizzazione e l’idea, ha conosciuto Alessandro e ha condiviso il suo progetto, portando quell’estetica finale che, in questa Italietta da gara d’appalto e costi dis-orbitanti, non cadrà con le stagioni dell’età e con le sue rughe. Intanto, le persiane verdi sulle pareti in pietra sono lì a mostrare candore. Cascina e bosco, una stalla con le pecore, qualche capra, tra la Camosciata e la Saanen, un vitello, un caseificio, bianco e acciaio, una piccola cantina con assi in legno e una cella refrigerata. In mezzo, la loro casa, le loro stanze, un meraviglioso locale da rancio diventato una fattoria didattica, qualche coniglio scorrazzante in mezzo all’aia e un tenore culturale molto oltre le richieste di formaggio fresco e formaggio stagionato.

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