Azienda Agricola Colombero Giulio

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Alpeggi al femminile in Alpi Cozie senza fine… Roberta Colombero
    Aggiunto il 27/12/2017 | fonte ilsaperedeisapori.it

Le Piemontesi e quelle poche Frisone, che Roberta ha incrociato e sta cercando di testare su quei pascoli, sono oltre la stalla, al di là del vallone, fuori dal controllo e soggiogate solo dal bisogno di essere munte. Così tornano, mattina e sera. Le vacche Piemontesi da latte sono un retaggio che in pochissimi possono ancora permettersi. Limitati litri di latte al giorno, altissima qualità, fisionomia rivoluzionata nel corso degli anni, genetiche e sapori differenti. Nessun mangime, poco fieno alle Frisone ed erba per tutto il resto. Doppia mungitura e formaggio mattutino. Il Nostrale è un raro formaggio d’alpeggio a pasta cruda, semi dura, a latte parzialmente scremato (il loro) o latte intero, nessun fermento, con affinamento minimo di 35 giorni e risultati straordinari fino all’anno, dopo dipende un po’ dalle casualità, dalla conservazione oppure dall’abbandono forzato di alcune forme che passano l’inverno oltre i duemila metri e si ritrovano l’estate successiva granate alla perfezione.

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Formaggio in alpeggio - Roberta
    Aggiunto il 27/12/2017

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Roberta Colombero: malgara per vocazione
    Aggiunto il 27/12/2017 | fonte www.vanityfair.it

Fare la margara è un lavoro duro: ruba tanto tempo agli svaghi che può avere una ragazza di 28 anni? «Margaro significa allevatore nomade stagionale: d’estate si va in alpeggio, per poi tornare all’allevamento in pianura nei mesi invernali. È un lavoro duro, anche perché alla fatica di badare al bestiame si aggiungono altri compiti come il seguire la parte burocratica. Il tempo per gli svaghi non è molto, ma il fatto di lavorare con la mia famiglia mi ha dato la possibilità di concedermi anche momenti di distrazione. Lavoro sodo per mesi, senza mai staccare e senza conoscere fine settimana o festività, ma poi per 3/4 settimane all’anno riesco a concedere del tempo solo a me stessa, magari a viaggiare per conoscere altre realtà: ho lavorato in una fattoria della Virginia e in alcuni ranch in Arizona. Sono stata anche in Irlanda e Inghilterra per approfondire le mie competenze zootecniche e di caseificazione. Durante il resto dell’anno invece mi piace camminare, correre in montagna e cavalcare, passioni che mi permettono di restare in contatto con la natura e gli animali». Il periodo estivo lo si passa in alpeggio. Come si sta in un posto così ameno, lontano dalla civiltà? «Quando sono al pascolo riesco finalmente a trovare il tempo per scrivere, leggere e studiare. La civiltà non mi manca e anzi, se posso faccio a meno di scendere in pianura. Qui non mi manca molto; se mi capita di dover fare delle spese mi sento quasi fuori posto e non vedo l’ora di tornare sui monti». Le vacche vengono munte rigorosamente a mano? «Le nostre vacche vengono munte a mano come da tradizione due volte al giorno, e ho imparato a farlo a tre anni. La mungitura a mano permette di ottenere il latte per un periodo più lungo, più ricco di proteine e grassi, ideale per il formaggio. Il contatto e la mungitura a mano, inoltre, creano un rapporto di fiducia e rispetto tra me e l’animale».

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Roberta Colombero La Margara Transumante
    Aggiunto il 27/12/2017 | fonte ivanamotto.blogspot.it

Penso che la vita dura che conduce in Alpe o in fattoria sia resa sopportabile, anzi gradevole ed entusiasmante dalla sua grande passione, dall’amore smisurato per i suoi Animali e la Natura, che le permettono di affrontare le fatiche, l’isolamento, la solitudine in alta quota, le difficoltà ed il tempo non sempre favorevole, il suo progetto la sfida di offrire ai propri consumatori un prodotto di eccellenza e qualità senza rinunziare alle tradizioni ed al benessere dei suoi animali; in effetti questo è ciò che traspare dalle sue parole, dal suo comportamento, il fulcro dei suoi pensieri è il provvedere per le sue vacche il massimo benessere fisico e mentale, garantendogli la possibilità di vivere nel modo più naturale possibile.

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