Azienda Agricola Hirpus Michele Minieri

Carife

Alla scoperta di Hirpus e Orcio Sannita
    Aggiunto il 24/11/2017 | fonte www.cucinaevini.it

L’azienda Hirpus si trova tra i seicento e i seicentocinquanta metri di altitudine, dove è impossibile utilizzare lo scuotitore (che il nostro amico possiede ma che, proprio per questo, è in procinto di vendere) e si è obbligati a raccogliere le olive con le mani o al massimo con il pettine. La difficoltà di raccolta si riflette inevitabilmente nei costi di produzione, elevati e ormai quasi proibitivi. Secondo Michele, il lavoro si sta rivelando estremamente difficile, data anche la mancanza di un mercato di riferimento, nonostante la provincia di Avellino sia molto attenta alla qualità dei prodotti agralimentari e alla difficoltà della loro lavorazione, rispetto al resto della Campania. Il mercato locale dell’olio assorbe il 50% della produzione, anche a un prezzo discreto, ma considerando il lavoro così impegnativo, la diffusione a livello esteso non è sufficiente. Michele ci racconta: “È paradossale, ho un mercato limitato a Roma, quasi inesistente a Milano, ma molto forte a Tokyo. Quello che manca in Italia è uno sforzo organizzativo generale per patrimoni naturali come questo, che forse nemmeno ci meritiamo. Una delle particolarità di questo luogo è che abbiamo un vulcano attivo in linea d’aria a cinquanta chilometri di distanza. L’eruzione violenta dal lato nord che ha interessato l’area di Avellino, ha ricoperto la zona di ceneri e lapilli. Il terreno risulta quindi argilloso, ricco di microrganismi, e l’attività vulcanica aggiunge un fattore qualitativo che ne determina l’estrema variabilità, così da ampliare il ventaglio del gusto e dei sapori. Inoltre, considerando anche il fatto che questa terra argillosa si trova al centro delle correnti atlantiche e balcaniche, la cosiddetta zolla vitale arriva a un metro di profondità (normalmente ci attestiamo intorno ai venti-trenta centimetri)”.

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Il ciclo oliva - olio
    Aggiunto il 24/11/2017

Dopo la defogliazione e il lavaggio delle olive, la fase di macinazione e spremitura dell'olio dell'Azienda Agricola "Hirpus" di Michele Minieri presso il Frantoio Oleario dei Fratelli Di Chiara a Melito Irpino (AV)

Olive, olio e questione agricola di un produttore resistente
    Aggiunto il 05/03/2017 | fonte scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com

Qui si coltivano olivi nelle varietà Ogliarola, Ravece e poi anche la Rotondella di Calitri. Ci sono le orticole, che qui ci son sempre state. Noi lavoriamo su semi antichi e riproducibili, diffusi in Campania che probabilmente è il posto al mondo dove c’è più biodiversità orticola. C’è, per esempio, gente che vive selezionando le cipolle, sapendo come farlo, meglio dei laboratori bio-tecnologici olandesi. Ma tutto questo è come se fosse solo una cosa hobbistica, c’è lo Stato, ci sono i burocrati, ci sono i politici e ci sono quelli che si sporcano le mani. E invece tutto questo è economia. Quindi non si dà la giusta valorizzazione perché se si vuole implementare un laboratorio sementiero ci vogliono due milioni di euro. In questo caso l’unica cosa buona che lo Stato può fare è coadiuvare o finanziare queste storie, legalizzarle, cosa che finora non è accaduta.

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