Azienda Agricola Tenuta degli Angeli

Carobbio degli Angeli

La Tenuta degli Angeli a Carobbio Davvero un angolo di paradiso
    Aggiunto il 25/01/2018 | fonte www.bergamopost.it

Infine, impossibile lasciarci senza prima aver dedicato almeno una nota all’altro grande prodotto per cui la Tenuta è conosciuta: l’aceto balsamico. La domanda sorge spontanea: ma l’aceto balsamico non si fa a Modena? Ebbene sì, è proprio lì infatti che Pierangelo ha venduto le sue vasche di cemento ed è lì che ha conosciuto le migliori case produttrici. Con la nascita del primo figlio, ha deciso di rievocare la tradizione modenese: ogni figlio che nasce riceve in dote una batteria per la produzione di aceto. E così in pochi anni nasce la sua acetaia. Farsi guidare da Manuela attraverso le batterie e la degustazione è un’altra esperienza da non perdere!

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Tenuta degli Angeli
    Aggiunto il 25/01/2018

Azienda agricola Tenuta degli Angeli a Carobbio Degli Angeli (BG)

Tenuta degli Angeli: balsamico lombardo… Acetaia Testa
    Aggiunto il 25/01/2018 | fonte ilsaperedeisapori.it

E così Pierangelo Testa decise di costruire il suo regno… che non cedette nemmeno per un cavallo. Il tempo era quello dei vini e dei vigneti, il resto erano indicazioni geografiche e denominazioni d’origine. Qui, in pochi ettari, si poteva fare una qualità corroborata da riunioni, eventi e piccoli assaggi per cultori del fine settimana. La gastronomia non era un impegno e al lunedì mattina si poteva tornare a concentrarsi sul lavoro. Ma Pierangelo aveva un’idea e un sogno. Quello di fare il proprio aceto, per poi lasciare in eredità ai figli quelle batterie personali da scartare una volta sposati, come fossero cadeaux di un tempo senza tempo. Il prodotto da cui partire non era il vino ma il mosto. Pierangelo voleva fare il suo aceto balsamico. Francesco Renzi, artigiano bottaio a la page, lo stimolò, e lui portò a termine il suo piano. Primo e unico in Lombardia. Con quelle batterie da sei botti in quel solaio azzimato. Fuoco diretto, vaso aperto e un balsamo finale a metà tra il dolce e l’agro che mantiene e abbandona le acidità. Ci sono quelli millenari, che son fin troppo ardui, e poi ci sono quelli trentennali, che hanno un magnifico agro e tempi non troppo lenti. E così si compongono le botti, si rabboccano e si svuotano. Gelso, rubinia, castagno, rovere, ciliegio e frassino. Ognuna al suo legno e ognuna al suo agretto.

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