Azienda Agricola Celant

Polcenigo

Le sorelle della malga
    Aggiunto il 09/04/2018 | fonte www.slowfood.it

«La nostra è una storia di montagne e alpeggi, e non sempre gli stessi visto che un tempo, per il modo in cui venivano assegnate le malghe, era difficile pascolare sotto le stesse vette per più anni. Tutto è cambiato quando negli anni Sessanta abbiamo avuto la possibilità di stabilizzarci in malga Costa Cervera». A raccontarci questa piccola rivoluzione è Annalisa che dal 2003, a soli 18 anni, ha cominciato a prendersi cura di quell’appezzamento, sessanta ettari di pascolo e molti altri di bosco. «Quando è mancato mio nonno, mio padre ha dovuto dedicarsi esclusivamente all’azienda in pianura. A quel punto dovevo prendere una decisione: avevo studiato ragioneria ma l’idea di seguire le tracce dei miei antenati e la curiosità di cimentarmi nella gestione della malga erano di gran lunga più attraenti». E infatti seguono anni di tentativi e miglioramenti, osservando gli altri produttori e prendendo il meglio dai consigli dei tecnici per cercare il giusto equilibrio tra il latte crudo e il latte-innesto autoprodotto. Tante le difficoltà e, immagino, anche la solitudine. Poi nel 2009 Jessica, la sorella minore, lascia l’ufficio e la raggiunge. Oggi in malga sono interscambiabili, dalla mungitura alla stagionatura seguono tutto il processo produttivo. Entrare nel caseificio è come fare un tuffo nel passato: le pareti in pietra, il paiolo in rame posto sul fuoco e un soppalco in legno che lo sovrasta per l’affumicatura delle ricotte. «Ci siamo fatte aiutare dai veterinari e dai tecnici regionali per mantenerlo intatto garantendo le condizioni igieniche: l’ambiente è ricco di quella flora microbiologica che aiuta la caseificazione. Una situazione ideale non riproducibile in pianura» raccontano le sorelle.

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Annalisa e Jessica, le due sorelle regine della malga
    Aggiunto il 09/04/2018 | fonte messaggeroveneto.gelocal.it

Le due ragazze hanno rivoluzionato i metodi di vendita, rendendoli più accattivanti e aggressivi: assieme passaparola e web. Intanto, ha preso forma il marchio di produzione “Dalle Celant”. Sono loro due che ci mettono la faccia sui mercati. «Abbiamo la nostra clientela: assorbe tutto ciò che produciamo. I nostri like - affermano - non sono soltanto virtuali, ma diventano persone in carne e ossa, che si informano sulla qualità, perché non è sempre il prezzo che fa la differenza: si scambiano due parole, si assaggia, si conosce». Possiamo parlare di hi-tech fin che vogliamo, ma i ritmi delle attività quotidiane restano intensi. Sono scanditi dalla sveglia all'alba, senza distinzioni tra i giorni. Non ci sono pause né a Natale, né a Pasqua, né a Capodanno. Ci sono le mucche da mungere, mattina e sera: sono loro le “padrone” dell'attività. Anche per questo ognuna è riverita come una principessa e ha un nome: Lucia, Marta, Giuliana, Valentina, Volpe. «Sono un numero solo per le formalità burocratiche legate ai microchip - spiegano -, ma noi le conosciamo. Quando le chiamiamo per nome, ecco che sono pronte a dare segni di risposta. Capiscono». L'alimentazione prevede foraggio e fieno: questa è la scelta che la famiglia Celant si è imposta per ottenere il massimo livello di qualità del prodotto-latte, il quale costituisce l'unico scopo aziendale sintetizzato dallo slogan “Noi siamo quello che mangiamo”.

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